Inizio visita pastorale e saluto del Parroco |
Arborea, Chiesa parrocchiale, 20 settembre 2009 |
Eccellenza carissima, così a lei mi rivolgo quando ho da chiedere e comunicare qualcosa e così la saluto questa mattina a nome della comunità cristiana di Arborea. Ritengo che questa sua visita sia un ulteriore dono che il Signore quest’anno ci fa e spero che i frutti auspicati siano copiosi nel tempo. Come dicevo ieri sera a conclusione delle cresime, questo di oggi è un evento straordinario. Non è l’evento sacramentale di ieri. E’ la sollecitudine del Pastore che ha a cuore la vita del gregge a lui affidato e che desidera conoscere da vicino.
Siamo in una fase di transizione. Dalla presenza di una comunità religiosa salesiana sacerdotale per ben 70 anni ad uno o al massimo due sacerdoti. In ogni caso questo non ha limitato i nostri impegni anzi, abbiamo mantenuto lo stesso ritmo senza rinunciare a niente. Continuiamo con lo stile proprio salesiano perché questo è il nostro stile di vita. E’ fuor di dubbio il ruolo positivo della presenza salesiana non solo dal punto di vista religioso ma anche della conquista dei diritti contadini che ha visto in prima persona il lavoro costante e pressante della comunità salesiana e del parroco Don Carlo Cioeta in particolare. E se la presenza di una comunità sacerdotale ha dato notevole incremento alla vita cristiana della comunità consentendole una costante assistenza spirituale, questa presenza stessa non ha consentito uno sviluppo e una crescita della comunità nella corresponsabilità e nella ministerialità come invece troviamo in altre comunità cristiane della diocesi. Abbiamo bisogno di allargare lo sguardo oltre la nostra comunità locale avendo cura di inserirci sempre più in un cammino diocesano. Una lacuna che però speriamo di colmare in breve tempo. Una comunità che ha dato alla chiesa vocazioni sacerdotali e religiose e che qualche mese fa ha gioito per un proprio figlio chiamato a svolgere il ruolo di pastore in terra di missione.
Bambini in età 0-5 anni , 203 Ragazzi in età 6-18 anni, 529 Giovani in età 19-34 anni 848 Adulti in età 35-50 anni 1069 Adulti in età 51-70 anni 985 Anziani in età 71 – 90 344 Vecchi in età 91 et ultra, 15. Qualcuno si appresta a varcare la soglia del 100 e 101 anno. 2649 abitanti nella fascia 0-50, quasi ¾ della popolazione. Più di un terzo 1580 nella fascia 0-34 anni Sono dati importanti. In questa fascia la frequenza alle pratiche cristiane è bassa. Bassa anche nella fascia 35-50. Maggiore invece nella fascia superiore. La crisi come si può vedere comincia dalla seconda metà degli anni settanta. E coincide con i dati nazionali. Se però a livello nazionale la crisi ha dato origine a fenomeni di devianza, qui non è stato così. Non abbiamo avuto un fenomeno di devianza; tossicodipendenza, microcriminalità. Ma è cresciuta e cresce sempre di più la non responsabilità, la superficialità, il disinteresse. Il benessere, frutto però di duro lavoro, ha provocato tutto ciò. Questo è un elemento di preoccupazione perché va ad incidere direttamente anche in ambito cristiano con l’abbandono progressivo della pratica cristiana. Urge dare una svolta a cominciare dal cammino di formazione ai sacramenti della iniziazione cristiana. Urge riscoprire il senso della vita cristiana da parte delle giovani famiglie. Una preoccupazione analizzata anche nel recente convegno catechistico che ci spinge a valutare nuovi percorsi di formazione cristiana e perché no, una sosta salutare di riflessione per tutti: CATECHISTI, GENITORI, RAGAZZI….
La vita della comunità inquesti ultimi anni, e non solo, è stata guidata da una proposta pastorale che ha orientato il cammino di tutto un anno. L’animazione costante delle liturgie domenicali ha di fatto reso la partecipazione più nutrita. Non sono pochi tuttavia i momenti che vengono offerti alla comunità per la propria vita spirituale. Oltre le normali celebrazioni domenicali, 3 messe qui in parrocchia e una nella borgata di Luri, sono molte le altre occasioni di celebrazione. Nel mese di settembre alla strada 12 la celebrazione in onore di San Pio da Pietrelcina; il 4 ottobre San Francesco a Torrevecchia; il 7 Dicembre l’immacolata al centro 2; il 25 aprile San Marco al Centro 1; i sabati mariani durante tutto il mese di maggio in diversi punti del territorio della parrocchia; il 29 Giugno San Pietro e Paolo e il 17 Gennaio S.Antonio a Ponpongias. In più la benedizione delle stalle nel mese di Gennaio e la benedizione pasquale a tutte le famiglie. Nessuno però credo ha un evento come il nostro: l’accademia per l’immacolata.
La nostra è una comunità buona, generosa e accogliente, ma questo non significa assenza di problemi. Il troppo benessere è associato alla estrema povertà; divisioni all’interno delle famiglie per banali questioni di beni; ahime, qualche volta, chi più ha,vuole avere di più noncurante delle necessità e dei problemi. Problemi che si possono certamente risolvere semplicemente se piuttosto che rincorrere il desiderio di avere ci preoccupassimo dell’essere. Quella generosità e disponibilità che si manifesta in tante occasioni la si dovrebbe porre ancheper sanare i rapporti tra le persone. Per quanto mi riguarda, non credo di dire niente di nuovo se ribadisco la mia totale disponibilità per tutta la comunità e con me anche don Eduardo che comincerà ad entrare nel vivo anche lui dell’apostolato. Il desiderio grande, è quello di veder crescere sempre di più la corresponsabilità nella vita della comunità, la partecipazione attiva di un maggior numero di persone la gioia della collaborazione, contro la tentazione di lasciare perché magari delusi o non motivati abbastanza. Eccellenza, Benedica le nostre aspirazioni e i nostri desideri e da Buon Pastore che ama il suo gregge ci corregga se necessario. |