31 Dicembre 2008: Messa di ringraziamento di fine anno
Eccoci ancora una volta a voltare insieme l’ultima pagina di questo anno 2008. Fatiche, dolori, gioie e speranze si sono ancora una volta alternate. Il bilancio è personale e ognuno saprà trarre le giuste conclusioni.
Il pensiero però in genere si sofferma a guardare le cose negative che si sono succedute in quest’anno epreferiamo in maniera affrettata dire che passi in fretta sperando in un anno migliore.
Invece dovremo abituarci a riflettere anche sulle tante cose belle della nostra vita. Sulle tante cose buone che abbiamo potuto realizzare.
Di recente nelle confessioni dei ragazzi mi son preso la briga di chiedere per prima cosa ai ragazzi di dirmi una cosa veramente buona che avevano fatto. E se per qualcuno la risposta, oserei dire, era quasi pronta, per il molti c’è stato un attimo di imbarazzo; la difficoltà ad essere concreti e trovare immediatamente la risposta. Ecco, una cosa che dovremo abituarci a fare è proprio questo: avere la memoria delle cose buone fatte. Non per vantarcene, ma perché diventino stimolo a farne di più. Ho sempre detto che la cosa più importante per il cristiano non è quella di impegnarsi ad evitare il male ma fare il bene sempre e comunque.
Abbiamo vissuto il primo anno senza una comunità di sacerdoti. Alla fine dello scorso anno dissi che non era il caso di farsi illusioni e che avremo dovuto organizzarci al meglio per dare risposte concrete alla vita della nostra comunità.
Devo orgogliosamente dire che le risposte ci sono state e che la vita della comunità non si è fermata. Abbiamo fatto tutto quello che già si faceva e qualcosa in più.
Non vi nascondo che in qualche momento la stanchezza è stata tanta. Però so della vicinanza di tante persone anziane che pregano perché io possa svolgereil pienamente il mio lavoro ; so di poter contare sulla disponibilità illimitata di altri;so che nel momento in cui ho bisogno c’è qualcuno pronto a venirmi incontro.GRAZIE VERAMENTE.
E’ successo per le necessità spirituali della comunità nei momenti più importanti dell’anno. E’ successo quando sì trattato di preparare il settore dell’ospitalità per l’accoglienza dei ragazzi durante la primavera e degli ospiti dal mese di giugno in poi. A riguardo voglio precisare che l’amministrazione del settore ospitalità è amministrazione fiscale con registrazione di entrate e uscite ed emissioni di ricevute o fatture in entrata ed in uscita con la consulenza del commercialista.
Tre le persone assunte regolarmente e stipendiate. Tutto il resto del lavoro svolto da altre persone è totale gratuità ovvero non ci sono pagamenti in nero. Questa amministrazione è separata dalla amministrazione della parrocchia. Il tutto è reinvestito nella manutenzione della struttura. Quando cesserà la posizione fiscale Opera Salesiana, decideremo il modo più conveniente di gestire la struttura.
Tuttavia in quanto a disponibilità, soprattutto per quanto riguarda il settore Oratorio, potremo fare di più. E’ vero che quest’anno l’attività sportiva si è notevolmente ampliata e questo grazie alla presenza dei genitori. Questo è il primo e importante passo. Ora è necessario puntare ad un altro obiettivo: “Passare dalla collaborazione perché c’è il proprio figlio che fa attività” alla collaborazioneperché è importante esserci come genitori a prescindere dalla presenza del figlio, semplicemente perché mi interessa che l’Oratorio come luogo educativo prosegua la sua funzione. L’Oratorio non è del Parroco ma della comunità. E quindi ognuno deve sentirne la responsabilità in tutti i sensi. Si tratta di una scommessa educativa che non possiamo lasciar cadere nel vuoto: ne va del futuro dei nostri ragazzi.
Essendo da solo quest’anno ho potuto, in occasione delle benedizioni pasquali, entrare in quasi tutte le famiglie. Purtroppo non mi è stato possibile concludere. Nel mese di maggio a causa del maltempo ho dovuto rimandarepiù volte fino al punto di rinunciare perché incombevano altre attività. Ho presente però dove non sono potuto andare: per esempio la strada 13 Ovest, Pompongias, una parte del centro 1…. Questi saranno iprimi nelle benedizioni del 2009.
Credo necessaria anche una grande iniezione di incoraggiamento e gratitudine per i diversi organismi e gruppi della parrocchia. Ma insieme all’incoraggiamento anche il richiamo dolce ad un rinnovato impegno e soprattutto a lavorare in comune accordo. Non ci sono primati personali da raggiungere, non ci sono persone da superare né “Laurea honoris causa” da conseguire. Si lavora tutti per il bene della comunità. Abbiamo saltato quest’anno l’incontro con tutti i gruppi della comunità ed è stato unmale.
Dobbiamo riscoprire il senso del lavorare in comune per il bene comune.
Il consiglio pastorale e le commissioni devono ritrovare compattezza; il gruppo dei catechisti costanza e fedeltà alla propria missione che si esercita anche nei momenti di formazione. I gruppi di animazione della liturgia con il canto, consapevolezza di esercitare una funzione liturgica importante e non di contorno.
I cooperatori e gli ex allievi portatori di una missione specifica di testimonianza dello spirito di don Bosco: oserei dire una porzione importante di supporto alla vita della comunità. Tutti però non come singole persone ma come membri di un gruppo particolare. Talvolta, nessuno si offenda, si parla troppo e fuori luogo. Con danno e turbamento delle persone. La carità, l’amore non sono parole ma prima di tutto opere.
Ecco allora l’obiettivo verso cui orientare i nostri sforzi in questo nuovo anno.
COMUNIONE DI SPIRITO E DI AZIONE per testimoniare la vitalità della Comunità parrocchiale.
In quest’anno poi, che ricorre l’ottantesimo della nostra Chiesa lo potremo esprimere anche in quest’altro modo: Dalla Chiesa di Pietra alla Chiesa fatta di persone.
Alla nostra comunità guardano con simpatia altre comunità diocesane; l’arcivescovo più volte ha dimostrato la gratitudine per l’impegno e la disponibilità dimostrati in momenti in importanti. Stiamo diventando sempre più punto di riferimento per iniziative della diocesi: Giornata diocesana dei giovani; festival della canzone missionaria; a fine gennaio la giornata diocesana dell’azione cattolica.
In questi momenti siamo chiamati a dare il meglio di noi stessi senza però dimenticare di dare il meglio anche tra di noi. In ogni caso dobbiamo andare oltre i momenti di collaborazione ed essere presenti come comunità in altri momenti celebrativi che la diocesi ha organizzato. Penso al convegno ecclesiale diocesano; al convegno catechistico; alla celebrazione di indizione della visita pastorale. In queste occasioni abbiamo, lasciatemelo dire brillato per l’assenza. In ogni caso sempre le solite persone. Tutti abbiamo impegni anche chi sceglie di essere presente sempre in questi momenti ha i propri impegnie non ne tralascia alcuno. Talvolta si tratta di stabilire delle priorità.
Non semplicemente dire, non ho niente da fare e perciò ci vado, ma dire questo è importante e perciò non devo mancare.
Coraggio dunque, non dobbiamo cambiare il mondo ma possiamo migliorare la vita della nostra comunità.
Ancora un pensiero: chi ha partecipato ai funerali di don Medde a Selargius ricorda come nel servizio all’altare ci fossero adulti. E’ sotto i nostri occhi la difficoltà ad avere i chierichetti in maniera costante. Credo che possiamo anche noi orientarci per questo servizio di adulti all’altare senza però escludere i piccoli. Chissà che questi ultimi non si sentano più incoraggiati.
Concludo esprimendo il più vivo ringraziamento
Tutto quello che si fa, si è fatto e si farà è solo ed esclusivamente per il bene della nostra comunità.
Infine grazie al Signore attraverso la preghiera di questa sera per la sua costante presenza e la sua provvidenza.
Grazie per la vita, la testimonianza dei fratelli e sorelle che non ci sono più: sono 31 i defunti.
La grazia di Dio è scesa abbondante: facciamo in modo che produca frutti abbondanti e perciò non abbiamo paura di fare spazio al Signore nella nostra vita.